Schettino alla Sapienza: web, social network e (dis)-informazione strategica

Il caso è recentissimo. La notizia, presunta, è che il vituperato Capitano Schettino abbia tenuto una Lectio Magistralis sulla gestione del panico durante un corso all’Università “La Sapienza” di Roma. Il caso fa il giro della rete in pochissimi minuti. La maggiori testate nazionali, seguite dall’Ansa, riportano la notizia. Poco importa se, già poche ore dopo, il tiro viene corretto e poco alla volta vien fuori la verità.

schettino lectio magistralis sapienza

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Social Media Qualcosa: dubbi ed incomprensioni sui mestieri del web

Niente genera più confusione della selva di nomi di lavori legati al social media marketing. Il “social media qualcosa” imperversa:  Social Media Manager, Social Media Editor, Social Media Strategist, Social Media Specialist. Community Manager  e chi più ne ha più ne metta. Ed il più delle volte sono usati un po’ come sinonimi intercambiabili, del tipo “scegliamo a caso, tanto uno vale l’altro”. Spesso, onde evitare ore ed ore di atroce riflessione su quale sia il proprio ruolo, si finisce per scegliere un generico “Web Communication Specialist”, che racchiude un po’ di tutto (e forse un po’ di nulla) e così si taglia la testa al toro.

Social Media Marketing

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Un’occasione per lo Storify: “Gran Prato dalla terra alla tavola di Natale”

L’esigenza di scrivere questo post nasce da una doppia avventura che si è conclusa da poco. La prima è stata il Master in Marketing territoriale organizzato dallo IED di Firenze, esperienza che mi ha permesso, tra le altre cose, di sviluppare col mio gruppo di lavoro un piano di Marketing strategico ed operativo per un cliente reale, ovvero caso un consorzio cerealicolo di filiera corta della città di Prato, Gran PratoContinua a leggere

Spot Nike-Brasile: viralità prima del web 2.0

denilsonAnno domini 1998. Il web, e non certo il 2.0, emetteva i suoi primi vagiti. I Social Media erano lontani anni luce, Youtube avrebbe fatto la sua comparsa solo sette anni dopo e lo stesso concetto di rete era estraneo a gran parte dei comuni mortali. L’unica emozione che poteva suscitare la parola virale era un terrore incontrollato per l’esplosione di una qualche epidemia mortale. Continua a leggere